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Oncofertilità: preservare la fertilità nei casi di tumori

Si può preservare la fertilità?

Un aspetto molto importante quando si parla di fertilità è come preservarla in caso di diagnosi di sarcoma che colpisce gli organi riproduttivi e conseguente avvio del trattamento oncologico.

E’ certamente noto che anche le terapie farmacologiche antitumorali possono provocare una menopausa e/o andropausa precoci e talvolta l’infertilità, temporanea o permanente.

Questo provoca delle conseguenze, in termini di esperienza, progettualità e impatto emotivo, che variano da individuo a individuo, considerando l’età del paziente, la volontà o meno di avere figli e la presenza di altri figli.

L’accordo fra Governo italiano, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, siglato il 21 febbraio 2019 durante la conferenza permanente Stato-Regioni, ha posto in primo piano l’obiettivo della tutela della fertilità nei pazienti oncologici.

C’è tuttavia una criticità da segnalare nell’accordo citato, ed è quella del limite imposto alle risorse umane, finanziarie e strumentali da impiegare per raggiungere l’obiettivo della tutela della fertilità dei pazienti oncologici– risorse che non devono essere implementate per non gravare sulla finanza pubblica.

Quali sono ad oggi i metodi utilizzati?

Circa le diverse metodiche per preservare la fertilità, per i pazienti uomini c’è la possibilità di depositare il proprio sperma in una banca del seme.

Per i pazienti in età prepuberale, o se risulta insufficiente lo sperma da conservare nella banca del seme , esistono altre tecniche come l’estrazione dello sperma testicolare e la maturazione in vitro dei gameti.

Per le pazienti donne, c’è la metodica di crioconservazione del tessuto ovarico in alcuni centri specializzati,  o il trapianto autologo del tessuto ovarico.

Fortunatamente oggi  la ricerca sta esplorando ulteriori possibilità sia terapeutiche, sia per preservare la fertilità dei pazienti.

 

FONTI : Presidenza del Consiglio dei Ministri 2019. Tutela della fertilità nei pazienti oncologici per la definizione di un percorso diagnostico assistenziale (PDTA) per pazienti oncologici che desiderino preservare la fertilità. Rep. Atti n. 27/CSR del 21 febbraio 2019.

 

 

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