Tumore al seno e fertilità

Tumore al seno e fertilità

Grazie ad una nuova tecnica di fecondazione assistita, la IVM (“in vitro maturation” – maturazione in vitro), è stato possibile ottenere una gravidanza in una ex paziente con tumore al seno. Dobbiamo tener presente che le donne con tumore al seno “ormono-sensibile” vengono trattate, per almeno 5 anni, con farmaci che inducono la menopausa, per fare in modo che il tumore difficilmente ritorni. Per questa ragione alle donne giovani è, o dovrebbe, essere proposta la preservazione della fertilità.

Vi sono 3 possibili tecniche . Quella più usata fino ad oggi prevede la stimolazione ormonale in modo da far maturare più ovociti possibile, che vengono prelevati e congelati prima dell’inizio della chemioterapia. Una seconda tecnica è quella del prelievo e successiva crioconservazione del tessuto ovarico, in cui non è necessaria la stimolazione ormonale. Una terza tecnica è quella che è stata usata per la mamma di Jules, il primo bambino nato da una ex paziente con tumore al seno: i medici le avevano proposto sia la crioconservazione sia il prelievo di ovociti immaturi, da far maturare in vitro (IVM). La donna aveva scelto l’IVM e quindi le sono stati prelevati degli ovociti, successivamente fatti maturare per 24 ore in laboratorio. Quindi è stato possibile ottenere 6 ovociti maturi, sottoposti successivamente alla crioconservazione. Dopo 5 anni, alla fine delle cure, non essendo riuscita ad avere figli in modo spontaneo, la donna ha scelto di scongelare i suoi 6 ovociti, i quali, dopo essere stati fertilizzati in vitro, hanno dato vita a 5 embrioni trasferiti successivamente nell’utero della paziente. Grazie a questa tecnica la donna è riuscita ad avere una gravidanza e a dare alla luce Jules, il primo bambino nato da ovociti prelevati senza precedente stimolazione e fatti maturare in vitro. Questa tecnica difatti è importate nei casi in cui non ci sia il tempo di effettuare una stimolazione, in questo caso per l’impossibilità di procrastinare le cure oncologiche.

Bisogna sottolineare però che,  nonostante consenta di congelare ovociti in situazione di urgenza, è una terapia ancora sperimentale e occorrono dei centri esperti nella maturazione in vitro degli ovociti.

 

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