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Età limite per l’accesso alla PMA in Italia

Accesso alla PMA-Limiti differenti per ogni Regione

Secondo gli ultimi dati ISTAT l’indice di natalità attuale in Italia è il più basso rilevato dal 1918, quindi non si può sottovalutare il fatto che occorra investire sul futuro  pensando anche all’aumento demografico, garantendo l’accesso a tecniche di fecondazione medicalmente assistita. Il problema principale è che in Italia ci sono molte differenze tra le Regioni nell’erogazione di queste tecniche e ci si sta battendo per eliminare i divieti della L. 40 e per cercare di fare in modo che tutte le Regioni prevedano l’accesso a queste tecniche di PMA in regime di SSN. Inoltre i LEA hanno introdotto per le donne un limite di età per l’ammissione alle varie cure, limite che non trova fondamento nella L.40, in cui è previsto l’accesso in età potenzialmente fertile, lasciando al medico la decisione caso per caso. Le Regioni hanno introdotto dei limiti dai 43 ai 46 anni, dando giustificazioni economiche, puntando su chi ha maggiori possibilità di successo , ma questo non può essere attuabile quando si parla di cure; dovrebbe essere il medico a dare indicazioni dopo aver valutato le condizioni di una coppia , a prescindere dall’età.

Durante l’emergenza da Covid-19, questi limiti vanno a ledere ancora di più il diritto di accesso alle cure, in quanto il tempo passa e molte coppie stanno superando i limiti di età per accedere ai trattamenti, a carico del SSR e non. Così alcune associazioni hanno chiesto al Ministro della salute che questi limiti siano eliminati dai LEA, in osservanza della L.40 e della giurisprudenza costituzionale  e,  ai presidenti delle Regioni, di riattivare,  in sicurezza e in minor tempo possibile, la PMA nelle strutture pubbliche, soprattutto nelle situazioni più urgenti per motivi di età, e di emanare un atto urgente che preveda un’estensione dei limiti di età, dalla ripresa, di almeno un anno. Infatti Toscana e Lazio hanno già esteso il limite al 31 dicembre 2020.

Di seguito riportiamo una tabella in cui sono indicati Regione per Regione i limiti di età e il numero dei cicli sia per l’omologa che per l’eterologa. Sono indici soggetti a cambiamenti vista la non certezza della legge in materia.

 

ETEROLOGA OMOLOGA CICLI
PIEMONTE 46 46 6
VAL D’AOSTA 43 43 3
LOMBARDIA 46 non vi sono limiti di tentativi 3
MOLISE 43 43 3
UMBRIA 42 42 3
PUGLIA 43 43 3
CALABRIA 43 43 3
CAMPANIA 46 46 6
SICILIA 43 43 3
SARDEGNA 46 46 3
EMILIA ROMAGNA 46 46 6
FRIULI 43 43 3
VENETO 50 50 4
TOSCANA 46 43 4
MARCHE 43 43 6
ABRUZZO 46 46 6
LIGURIA 43 43 3
LAZIO 43 43 3
BASILICATA 43 43 3
BOLZANO 43 43 3

 

GLOSSARIO:

I Livelli essenziali di assistenza (LEA) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini,  gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale (tasse).

I LEA previsti dal DPCM 12 gennaio 2017

Il 18 marzo 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Supplemento ordinario n.15) il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 12 gennaio 2017 con i nuovi Livelli essenziali di assistenza.

Il nuovo Decreto sostituisce infatti integralmente il DPCM 29 novembre 2001, con cui i LEA erano stati definiti per la prima volta.

Fonte: http://www.salute.gov.it/

 

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