Preservare la fertilità con il Social Freezing

Preservare la fertilità con il Social Freezing

La crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale (anche chiamata “social freezing“) può essere definita come una terapia dell’infertilità futura. Il social freezing consiste nella crioconservazione dei gameti femminili: l’obiettivo è avere maggiori probabilità di concepire in futuro ricorrendo alle procedure di procreazione medicalmente assistita, qualora non si riuscisse ad avviare una gravidanza spontaneamente.  E’ una normale procedura di PMA dove gli ovociti vengono prelevati e crioconservati. È indicata e richiesta dalle donne che per motivi personali vogliono preservare la fertilità e ricercare una gravidanza più avanti nel tempo, quando vi sono delle difficoltà nel concepimento naturale per riduzione della fertilità. Inoltre la preservazione della fertilità viene proposta a quelle donne che devono sottoporsi a chemioterapia per un tumore o radioterapia della pelvi, o a cure e interventi  che inevitabilmente  incideranno i sulla capacità riproduttiva. Infine è indicata anche in caso di familiarità per menopausa precoce.

Il trattamento segue varie fasi: si parte dal colloquio in un centro specializzato per poi passare agli esami sulla riserva ovarica e alle ecografie per poi arrivare al prelievo degli ovociticongelamento in azoto liquido (-196° C) e conservazione degli ovociti.

Per quanto riguarda gli aspetti positivi e negativi del social freezing occorre evidenziare che questa tecnica consente di preservare la possibilità di ottenere una gravidanza in tempi differiti utilizzando i propri gameti crioconservati. Al momento, numerosi studi scientifici hanno analizzato migliaia di casi e hanno accertato l’assoluta sicurezza delle procedura e dei risultati, anche a distanza di tempo. Per contro il trattamento prevede che la donna si sottoponga a un trattamento ormonale per stimolare l’ovulazione con minimi effetti collaterali fino al rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica ( complicazione più grave della stimolazione ovarica controllata  nell’ambito delle tecniche di PMA ed è caratterizzata da versamento pleurico, ascite ed edema vulvare, fenomeni legati all’aumento della permeabilità vascolare).

Il trattamento è indolore e il prelievo che dura 15 minuti circa avviene in analgesia o in sedazione con complicanze minime. In Italia, il social freezing non è finanziato dal Servizio Sanitario Nazionale. Le donne che vogliono congelare i propri ovociti, quindi, devono rivolgersi a un centro privato e pagare i farmaci per la stimolazione ovarica.
Il costo dell’operazione va dai 2 ai 3 mila euro, cui si aggiungono circa 200-300 euro per il deposito annuo. Per le donne che devono sottoporsi a cicli di chemioterapia (che mettono in pericolo la fertilità), invece, l’SSN copre le spese.

 

 

 

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