TECNICHE DI FECONDAZIONE ETEROLOGA

TECNICHE DI FECONDAZIONE ETEROLOGA

Si è soliti suddividere le tecniche di fecondazione assistita in due categorie:

1) fecondazione omologa

2) fecondazione eterologa

La fecondazione eterologa comprende i trattamenti dove vengono utilizzati i gameti di un soggetto che li dona alla coppia. Quali sono le tecniche utilizzate? Si possono effettuare inseminazioni, FIVET o ICSI.

Con la legge 40/04 anche in Italia si può ricorrere a questa opzione ed è una conquista molto importante perché ricorrendo agli ovuli di una donatrice si supera l’ ostacolo dell età della futura mamma.

Le tipologie di trattamenti di tipo eterologo sono le seguenti:

1) Ovodonazione o adozione di ovociti: in cui si impiegano ovociti donati (freschi oppure congelati) mentre gli spermatozoi sono del proprio partner;

2) Inseminazione con seme donato: in cui gli ovociti sono della propria partner;

3) donazione o adozione di seme (se si tratta di seme fresco oppure congelato);

4) embriodonazione o embrioadozione (se si tratta di embrioni freschi o congelati).

Si accede ai gameti tramite banche del seme e ovociti donati. In Italia sono stabiliti dei criteri severi in base ai quali selezionare chi dona: infatti possono donare gameti i soggetti maschili di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 40, e ai soggetti femminili di età non inferiore ai 20 e non superiore ai 35.

LE TECNICHE

Tecniche di Primo livello:

La stimolazione dell’ovulazione – Il monitoraggio dell’ovulazione – L’inseminazione

Quando la donna ha cicli privi di ovulazione (anovulatori) o con ovulazione irregolare, si ricorre alla stimolazione dell’ovulazione attraverso farmaci che stimolano l’attività delle ovaie e la produzione di follicoli. La stimolazione ovarica viene utilizzata anche su donne che hanno una ovulazione regolare, per indurre la produzione di più follicoli, aumentando quindi le probabilità di concepimento.

Dopo la stimolazione di esegue il monitoraggio ecografico dell’ovulazione fino al momento dell’inseminazione.

L’inseminazione (IUI) viene utilizzata come prima terapia nei casi di infertilità inspiegata o quando necessita l’utilizzo di gameti maschili provenienti da un donatore esterno alla coppia. Si effettua inserendo in cavità uterina gli spermatozoi mediante una sottile cannula. La suddetta procedura avviene in regime ambulatoriale, non necessita di sedazione ed è generalmente ben tollerata.

Tecniche di II livello:

Tutte le tecniche di PMA di secondo livello prevedono una serie di esami preliminari per escludere malattie che possano interferire: tra gli altri, gruppo sanguigno, cariotipo, screening della fibrosi cistica, epatite B e C, Hiv.

Per la donna nello specifico dosaggi ormonali, pap test, ecografia pelvica, tampone vaginale per ricerca di clamidia, micoplasma e trichomonas e al seno, ecografia al seno e mammografia, anticorpi per rosolia, toxoplasmosi, cytomegalovirus, herpes; e in alcuni casi anche esami più invasivi, come la laparoscopia e l’isteroscopia.

Per l’uomo nello specifico spermiogramma e tampone uretrale.

Fecondazione in Vitro con Embryo Transfert (FIVET) – IntraCytoplasmic Sperm Injection (ICSI)

Fecondazione in vitro (FIVET/ICSI) con gameti maschili da donatore. La tecnica prevede una stimolazione ormonale finalizzata alla crescita follicolare multipla, attraverso l’uso di farmaci a somministrazione per via sottocutanea. La crescita follicolare è monitorizzata mediante indagini ecografiche e prelievi ematici per i dosaggi ormonali. Il prelievo degli ovociti (Pick up) avviene mediante un sottile ago per via trans-vaginale ed ecoguidata. L’intervento avviene in sala operatoria in sedazione ed è indolore; la paziente viene dimessa circa due ore dopo.

● Tecnica FIVET: in un liquido di coltura vengono messi a contatto gli ovociti con i gameti maschili donati e lasciati insieme per la fecondazione;

● Tecnica ICSI: si inietta il singolo spermatozoo all’interno dell’ovocita. La procedura si attua in sedazione ed in regime ambulatoriale e richiede la permanenza in ospedale per alcune ore.

Fecondazione in vitro (FIVET/ICSI) con gameti femminili da donatrice. Prevede una terapia farmacologica a base di estrogeni e successivamente progestinici, finalizzata alla crescita della mucosa endometriale. Si esegue il monitoraggio ecografico per controllare la crescita dell’endometrio ed eventuali prelievi ematici per i dosaggi ormonali. Successivamente vengono selezionati gli spermatozoi più validi e resi idonei a fecondare gli ovociti da donatrice dal seme del partner, fresco o criopreservato.

La Fivet è una tecnica molto diffusa, utilizzata in vari casi di disfunzioni sia femminili che maschili: endometriosi, occlusione delle tube, anomalie dello seme maschile (scarso numero, scarsa motilità, danni morfologici o alterazioni genitali maschili); è anche indicata per l’infertilità idiopatica che non ha avuto risultati con tecniche di Pma di primo livello.

La Icsi è indicata nei casi di grave infertilità maschile, perché dà la possibilità di ottenere una fecondazione con un solo spermatozoo per ogni ovocita (nella Fivet ne occorrono almeno 200 mila), e anche nei casi in cui lo sperma è di cattiva qualità (anomalie legate al numero o motilità) o se precedenti tentativi di fecondazione assistita non sono andati a buon fine.

Questa tecnica prevede il prelievo dello sperma direttamente (con le tecniche chiamate Mesa, Tesa e Tesi).

La Icsi è identica alla Fivet, tranne nel modo in cui avviene la fecondazione: mentre nella Fivet l¹ovocita e gli spermatozoi vengono messi a contatto nel liquido di coltura e si lascia che ³facciano tutto da soli², nella ICSI un singolo spermatozoo viene iniettato con una microiniezione effettuata con l¹aiuto di un microscopio a forte ingrandimento dentro ciascun ovocita.

Tecniche di terzo livello:

Nelle tecniche di 2° e 3° livello, vi è la valutazione della fecondazione degli ovuli e dello sviluppo degli embrioni. Si basano su una terapia farmacologica finalizzata alla crescita della mucosa endometriale mediante l’assunzione di estrogeni, associati successivamente a progestinici. Viene eseguito un monitoraggio ecografico per verificare la crescita dell’endometrio unitamente ad eventuali prelievi ematici per i dosaggi ormonali.

Nel caso in cui il trasferimento in utero dell’embrione, non venga attuato, la cultura in vitro dell’embrione deve essere mantenuta fino al suo naturale estinguersi.

Il trasferimento in utero dell’/degli embrione/i avviene per via trans-vaginale e non richiede anestesia e generalmente è rapida ed indolore.

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